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Kids
15 Settembre 2015
Cookyes, l'atelier dei biscotti
Carissimi amici,

oggi vi voglio accompagnare da Cookyes, un atelier dolcissimo che ho scoperto durante le mie ricerche per la rubrica Kids. Vi consiglio di sfogliare prima la gallery, farvi venire l’acquolina in bocca e la meraviglia agli occhi, e poi di leggere la mia intervista a Linda e Natascia, le ideatrici di questo laboratorio di biscotti personalizzati.

Se Linda e Natascia fossero un biscotto, cosa sarebbero e soprattutto come sarebbero decorate?

Natascia: Linda sarebbe sicuramente un biscotto Atene di Doria, un biscotto decorato in superficie con dei motivi ornamentali ispirati all' antica grecia. Ma la cosa che più lo fa assomigliare a Linda è che Atene è un biscotto innovativo, fuori scala e con tre buchi! Quindi può diventare un tirapugni.

Linda: Natascia è un amaretto! Per prima cosa non è il classico biscotto, ha un retrogusto un po’ amaro e intrigante e un sapore adulto e forte. Ha origini molto lontane (si dice l’abbiano inventato gli arabi) e ne esistono due versioni, una croccante e friabile (l’amaretto di Saronno) e una morbida e più simile al marzapane (l’amaretto di Sassello). Inoltre l’amaretto è la base per i miei dolci preferiti: le pesche ripiene e il Bunet, che mi ha fatto scoprire Natascia e che lei sa fare alla perfezione!


Un'idea tira l'altra: proprio come quando si mangiano i biscotti. Ma a voi come si è accesa la lampadina per Cookyes?

N: Volevo fare dei biscotti per il mio dentista, così ho provato... Non sapevo affatto da dove incominciare e sono venuti male male direi. I biscotti che ho preparato raffiguravano denti cariati, denti rotti e denti d'oro erano molto punk: i miei primi biscotti glassati.

L: Amo fare giochi di parole e adoro quando le associazioni di idee “random” creano immagini e idee nuove e divertenti. Ero a casa di Natascia e davanti a un biscotto Plasmon mi venne in mente la parola Ectoplasmon che altro non era che un “fantacookie” mezzo biscotto e mezzo qualcos’altro. Quello è stato il primo momento in cui ho pensato alla possibile creazione di un laboratorio di progettazione e realizzazione di biscotti personalizzati e il progetto Ectoplasmon l’abbiamo effettivamente realizzato un anno dopo nella cucina di Gnambox!


Una nuova creazione per un ordine di biscotti personalizzati nasce sempre dal cliente oppure c'è sempre il vostro zampino?

N: Solo i clienti molto evoluti ci lasciano carta bianca, ma quasi tutti accettano consigli e suggerimenti.

L. E’ vero, Cookyes in fondo è un laboratorio di co-progettazione. I clienti ci danno l’imput di cosa vorrebbero creare,partendo spesso da un’immagine che vorrebbero ricreare sotto forma di biscotto. Siamo noi con le nostro competenze che gli proponiamo le tecniche migliori per realizzare al meglio la loro idea iniziale!
A volte invece capita che sia Cookies a proporsi per una collaborazione, come nel caso dell’evento con la realtà aumentata.


Qual è l'ingrediente segreto di un progetto creativo così particolare?

N: La frolla è come il das, la glassa come le tempere Giotto: l'ingrediente segreto è il ricordo sempre vivo della scuola elementare.

L: Il mio percorso da industrial designer ha fatto sì che iniziassi a vedere anche il cibo come base per progetti creativi, come materia da plasmare oltre che come escamotage per creare un prodotto/servizio. E poi è arrivata la frolla: un materiale molto interessante da lavorare, duttile, durevole e... buonissimo. I biscotti possono essere decorati con svariate tecniche, avere tanti gusti e resi modulari si può lavorare anche in 3D!


Il modo migliore per gustare un biscotto Cookyes: tè, caffè, amici e?

N: Un gioco da tavolo dove occorrano solo penne e fogli: disegnare a turno personaggi di cartoni animati a memoria…davvero davvero difficile e super divertente!

L: Un gioco di parole e di associazioni di idee!
 
Grazie ragazze per averci aperto le porte di questo mondo meraviglioso; spero di incontrarvi presto, magari davanti ad un vassoio di Cookyes!

DD

 
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