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Lifestyle
01 Settembre 2014
Osteopatia: e in gravidanza?
I principi della filosofia osteopatia, che il dottor Zanier ci sta facendo conoscere da vicino nella sua rubrica per DDmag, trovano piena applicazione nel trattamento della donna in gravidanza. Scopriamo insieme tutti gli interessanti perché.

“NOI SIAMO PARTE INTEGRANTE DELL’UNIVERSO, E RISPETTIAMO I CICLI NATURALI. QUELLO CHE ACCADE FUORI, ACCADE DENTRO.” A.T.STILL

In particolar modo se “il corpo è un’unità”, il concetto di insieme riguarda sia la mamma che il bambino: mantenere un efficiente equilibrio biomeccanico può aiutare il corpo della donna ad adattarsi alle richieste fisiche della gravidanza e minimizzare lo stress dato dall’allargamento dell’utero e dallo sviluppo del bambino. NELLA VISIONE OSTEOPATICA UNA BUONA FUNZIONALITA’ BIOMECCANICA DEL CORPO E SOPRATTUTTO DELLA PELVI PUO’ AVERE UN IMPATTO BENEFICO NEL PROCESSO DEL PARTO. Vi è una stretta correlazione tra elementi anatomici e posturali, che determinano un equilibrio delicato nell’omeostasi dell’utero delle pareti che lo contengono e del feto, ivi alloggiato.

In particolare la biomeccanica materna della pelvi, della colonna, dell’utero e corporea in toto, la torsione dei ligamenti uterini e la tensione uterina influenzano le pareti in cui viene alloggiato il feto e quindi le sue possibilità di movimento nella cavità addominale. Nella filosofia osteopatica si pensa quindi che anche la posizione del feto possa essere influenzata da questi elementi posturali e biomeccanici. In gravidanza le tecniche manipolative proposte in ambito osteopatico sono molto caute e confortevoli, con lo scopo di dare comfort ai tessuti e ridurre gli stress biomeccanici e posturali. Benchè dorsalgie, lombalgie, sciatalgie e disturbi circolatori-linfatici siano le principali indicazioni del trattamento osteopatico, in un’ottica preventiva, sarebbe opportuno ricorrere all’approccio osteopatico dal 4° mese in poi anche in assenza di sintomi in modo da poter prevenire stress biomeccanici nel proseguo della gravidanza. Anche problemi a livello di respirazione (soprattutto il senso di mancanza d’aria e il respiro corto), reflusso gastroesofageo, coliti e altre affezioni di origine viscerale possono beneficiare dal trattamento osteopatico, tenendo conto che migliorare le possibilità diaframmatiche, di movimento delle costole e della cavità addominale può influire in tali disturbi.

Come già accennato anche presentazioni del bambino meno favorevoli (podalica, di natica, ecc..) potrebbero trovare benefici dalle metodiche osteopatiche, se effettuati nel periodo adeguato e in combinazione con altre metodiche come l’agopuntura e la moxibustione, effettuate da personale medico esperto. Si sottolinea che le manovre osteopatiche in questo caso sono molto dolci e volte a ricreare le condizioni affinchè il feto, se possibile, possa girarsi autonomamente: non hanno nulla a che vedere con la tecnica di “versione cefalica esterna del feto”, metodica avente lo scopo di girare il feto in modo diretto e che può essere effettuata solo in condizioni di sicurezza e cautela da personale ostetrico esperto in tale atto terapeutico. Anche il periodo post-partum può inoltre beneficiare dei trattamenti osteopatici, a partire dal riequilibrio fluidico viscerale, agli aspetti più strutturali del bacino, della colonna e della pelvi che via via devono ritrovare un buon adattamento.

Come per ogni altro caso infine, desideriamo puntualizzare che l’approccio osteopatico si inserisce tra le possibilità terapeutiche di medicina complementare che il medico e lo specialista ginecologo e il team ostetrico possono suggerire e indicare alle mamme. In tal senso sarebbe opportuno che vi fosse piena integrazione e collaborazione anche da parte dell’osteopata e non la volontà di sostituirsi al medico o essere in alcun modo “alternativo” alle pratiche mediche tradizionali od ostetriche, ma essere anzi un ulteriore valido aiuto.


Ringraziamo come sempre il dr. Zanier per la passione con cui ci racconta i segreti del suo bellissimo lavoro. 

www.emilianozanier.com

D
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