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Lifestyle
24 Aprile 2015
The Wall Project
Un post fatto di parole bellissime e immagini spontanee per invitarvi a scovare la bellezza che cammina al vostro fianco tutti i giorni.

(Le parole sono del nostro caro amico Paolo Marangon, gli scatti di Paolo stesso e della nostra Luisa).

Ci piacciono i muri delle nostre città, bianchi e rosa di intonaci centenari ormai scrostati, di sassi e rampicanti. Muri da appoggiarsi a mangiare un panino o a fare l'amore. Muri scarabocchiati in tutti i dialetti nelle nostre città scritte in inglese. Muri sporchi e muri rifatti da poco. Texture di mattoni, righe diritte di intonaci a quadratoni, tubi, insegne, campanelli, targhe e citofoni. Insegne di uno stradario fatto di ricordi. Il muro importante in centro che riconosciamo tutti di colpo e quello strano di macchie irregolari mai visto e che sta lì proprio appena dietro l'angolo. Muri arrugginiti e quelli disegnati dalle muffe. Muri da leggerci il giornale, quadri con biciclette verde acqua e cestini bianchi da rubare con scatti veloci di iPhone. Muri gialli impertinenti e timidi muri grigi. Muri in attesa di adolescenti innamorati e delle nostre ombre che li disegnano per un attimo soltanto, un flash.
Muri così belli da farci foto a centinaia e cercarne ancora.

I muri di Vicenza parlano di storia, di arte e di noi che li sfioriamo tutti i giorni. Ombre che cambiano la luce sulle screpolature degli intonaci, sui graffiti osceni e sulle pisciate dei cani, sulle saracinesche, sulle siepi di alloro, sui bugnati secolari e sui mattoni rossi. 
Ci appoggiamo per accendere una sigaretta e guardare in alto o per aspettare il bus.
I muri della nostra città fanno da sfondo ai nostri selfie, ai baci, ai fiori delle bancarelle, a tutte le foto scattate per caso.
Muri che raccontano storie importanti solo per noi che ci passiamo radenti veloci. 

DD
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