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Lifestyle
22 Aprile 2015
A misura di bimbo: bibbidi bobbidi bu
Molte volte, entrando in camera dei nostri figli, vorremmo avere una bacchetta magica per sistemare in un battibaleno il disordine, per uniformare i colori, per regalare un tocco fantastico a quel mix di stili e mobili che nel tempo si sono accumulati. Oggi vi presentiamo Valentina Caiazzo, la fata madrina che con quella bacchetta ha creato un bellissimo blog, A misura di bimbo.

Perché è bene che la camera dei più piccoli sia a misura di bimbo?

Lo spazio è un elemento fondamentale nel percorso di crescita dei bambini; la disposizione di certi mobili, l’uso di giochi e accessori, ma anche il vuoto stesso, sono tappe fondamentali che aiutano i piccoli ad acquisire la propria indipendenza, ma spesso migliorano anche la vita dei genitori.


Ci sembra di capire che, oltre a essere ingegnere e architetto, sei prima di tutto una mamma. “A misura di bimbo” nasce proprio da questo istinto primordiale?

Come spesso accade, con il diventare mamma ti accorgi e vivi in prima persona anche esperienze che, con la professione, consigli agli altri. A misura di bimbo è proprio questo: prima di tutto un contenitore di informazioni che, per passione e lavoro, mira a raggiungere altre mamme.


Le soluzioni di arredo che proponi in “Kids Design Jukebox” sono stupende: ci descrivi la reazione dei bimbi quando entrano per la prima volta nella loro camera nuova?

La reazione è, senza dubbio, stupore, meraviglia. L’insieme di elementi e arredi che suggerisco anche per camere reali, sono spesso il frutto di accostamenti che nascono dalle esigenze dei genitori. Prima di tutto, però, ci sono piccole regole di accessibilità, che stimolano i piccoli, anche tramite il gioco.


Sappiamo che le soluzioni progettuali che proponi alle tue lettrici sono legate al metodo Montessori. Raccontaci perché hai scelto proprio questo tipo di approccio.

L’approccio montessoriano è affascinante. Ora è un po’ di moda, ma non dimentichiamoci che ha regole ben precise, non solo per la progettazione dello spazio, ma anche per il processo educativo. Regole che in passato venivano spesso applicate anche in asili e scuole, senza accenno al metodo, perché in realtà molto intuitive.
La scelta è legata alla libertà e al senso di responsabilità che il bambino acquisisce. Perché continuare a inseguirlo, quando, con piccoli accorgimenti, è già in grado di fare certe cose da solo?

Quante ispirazioni Valentina! Grazie davvero per questa intervista e buon lavoro,

DD
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