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07 Luglio 2014
Osteopatia: Respira!
Cosa intendiamo con i detti popolari “Sono rimasto senza fiato” , “una bellezza mozzafiato" o “un sospiro di sollievo”? Ce lo racconta il dottor Zanier, il prezioso contributor DDmag per il vostro benessere.


Le cellule del nostro corpo richiedono ossigeno per poter trasformare le risorse nutritive date dal cibo in elementi biochimici fondamentali per la vita. L’anidride carbonica è lo scarto prodotto dall’utilizzo dell’ossigeno. I meccanismi con cui il nostro organismo incamera ossigeno ed espelle anidride carbonica vengono detti di Inspirazione polmonare (quando l’aria è in entrata) e di Espirazione polmonare (quando l’aria è in uscita). In una respirazione tranquilla, a riposo, da distinguere da quella forzata che utilizziamo ad esempio quando abbiamo il fiatone dopo una corsa, per inspirare contraiamo alcuni muscoli come quelli intercostali e il diaframma mentre quando espiriamo questi muscoli si rilasciano (passivamente pertanto) e i polmoni si scaricano per un ritorno elastico.

Questo è ciò che accade ad esempio con un palloncino: per gonfiarlo necessitiamo di spingere l’aria attivamente soffiando, ma per sgonfiarlo non occorre spremerlo ma è sufficiente lasciare fuoriuscire l’aria. Nella respirazione sotto sforzo, in stato di stress fisico anche l’espirazione viene effettuata attivamente con contrazione muscolare. In particolar modo il diaframma è un importantissimo muscolo a forma di cupola che come si può vedere nell’immagine sovrastante, si abbassa e appiattisce in inspirazione (aumentando il volume del torace e l’espansione dei polmoni) per riprendere la sua forma concava in espirazione. Questo movimento a stantuffo che si abbina a quello degli altri diaframmi corporei (diaframma pelvico, toracico, buccale e tentoriale) oltre ad essere utile alla respirazione, permette di “spremere” gli organi addominali favorendo la digestione, consente un buon funzionamento del cardias e costituisce una delle pareti della cavità addominale, intervenendo quindi nella stabilità lombare e in molti dolori di quest’area.

E’ importante capire questi concetti per comprendere come nella vita moderna tali meccanismi possano disfunzionare con molte ripercussioni. Già nella nostra saggezza popolare abbiamo esperienza di alcuni aspetti della respirazione tramite dei modi di dire. Durante un dolore la frase “Stringi i denti e tieni duro” ci fa pensare ad esempio al trattenere il fiato per sopportare per qualche istante un improvviso accadimento. Cosa intendiamo con “Sono rimasto senza fiato” o “una bellezza mozzafiato”? Generalmente pensiamo all’improvviso trattenere il fiato in inspirazione per lo stupore. Al contrario l’espressione “Un sospiro di sollievo” si riferisce a quando improvvisamente lasciamo fuoriuscire l’aria dalla bocca in condizioni di rilassamento per rilasciare una tensione psico-fisica.

A volte dei meccanismi che alterano la respirazione sono legati a delle abitudini di vita: pensiamo alla frase “pancia in dentro petto in fuori” che esalta una respirazione condotta con il torace, in atteggiamento inspiratorio e non con il diaframma, oppure pensiamo alle ripercussioni psichiche sulla respirazione. Spesso ci capita dunque di vedere l’impatto della respirazione nella postura: l’atteggiamento curvo, con le spalle chiuse in avanti e una respirazione debole sono piuttosto caratteristiche di una fuga di energia, addirittura di un aspetto depressivo. I due problemi principali (ma non gli unici) sono proprio questi: il mancato rilasciamento dei muscoli inspiratori o, al contrario, una debole inspirazione, ipofunzionante.

Qualunque sia l’alterazione della meccanica respiratoria e del diaframma è fondamentale per il benessere psicofisico della persona che si ripristini un corretto assetto respiratorio, la capacità di rilasciare i muscoli inspiratori, il diaframma in primis, e armonizzare i ritmi di inspirazione-espirazione. Scopo del terapeuta, relativamente all’argomento che stiamo trattando, sarà quello di individuare un’eventuale disfunzione respiratoria, capire di quale tipo sia e modificare i meccanismi scorretti insegnando al paziente una migliore modalità respiratoria e attuando delle tecniche manipolative per mettere in condizioni di miglior funzionamento le strutture coinvolte: diaframma, nervo frenico, muscoli respiratori, colonna vertebrale, gabbia toracica.

Per altre informazioni potete contattare il dott. Zanier all'indirizzo mail fisioheal@yahoo.it.

DD
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