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Lifestyle
21 Marzo 2016
Alexandre Bellenger: cheers!
Prima di sapere chi fosse o cosa facesse, Alexandre Bellenger mi ha colpito per il suo stile: il suo profilo Instagram è così diventato uno dei miei preferiti e ho voluto contattarlo per questa intervista. Vi consiglio di dare un'occhiata alla gallery e qui e poi iniziare a leggere il post di oggi per poter entrare in sintonia con questo personaggio unico e speciale!

Ciao Alexandre, il tuo lavoro e il tuo stile ci hanno incuriosite. Potresti presentarti ai nostri lettori in 140 caratteri?


Vivo nei tranquilli sobborghi a est di Parigi. Produco musica, video, faccio fotografie, disegni, collage, quadri e anche un fanzine chiamato “My Precious Trash”. Ho iniziato tutte queste attività circa nel 1995 e quest'anno compierò 41 anni. Sono un autodidatta. E' semplicemente andata così immagino, è successo, e sono felice di questo aspetto di me stesso.


Da quando ti seguiamo, Instagram è diventato un social molto più movimentato: i tuoi post sono ironici, colorati e sempre diversi come in un kaleidoscopio. Come ci riesci?


Oh! Mi chiedo se ci sia una ricetta per questo! In ogni caso immagino di averla inventata da solo! Devo ammettere di aver scoperto Instagram piuttosto tardi. E' solamente da un anno che ho iniziato a usarlo. Un giorno ho mostrato a un mio amico dei miei recenti lavori e lui mi suggerì di utilizzare Instagram, che era adatto al mio lavoro. E questo è ciò che ho fatto. Il primo grande impulso mi venne postando una fotografia di un paio di calzetti di una marca italiana chiamata Oybō. Ne avevo appena comprati molti e ho notato che mi divertivo molto a fotografarmi i piedi. Per la verità oggi ho architettato una specifica tecnica per questo, tipo una tecnica dei “piedi-selfie” (di solito detesto l'idea dei selfie. Preferisco di gran lunga chiamarti “self-made”). Ho iniziato anche una serie di fotografie chiamate “Stand up auto portrait” che ormai sono diventati i miei post caratterizzanti. E così piano piano ho iniziato a fare sempre più fotografie di me stesso in varie situazioni, dei vestiti che indosso, i loro dettagli, i colori ma cercando sempre di non far sembrare che sia io a fare la foto perché la maggior parte delle volte mi sembra vergognoso. A volte lavoro anche con la fotografa Agatha Point. Il narcisismo è una questione importante per me. E' presente in ogni attività creativa in cui credo ma è ancora più presente quando devi fotografare te stesso. Qualche volta lo trovo addirittura osceno in qualche modo. Così ho dovuto creare un personaggio per Instagram che fosse tollerabile e accettabile nella mia mente. Ciò mi ha anche ispirato a creare una nuova serie, in effetti io adoro le serie. E' una serie di video a rallentatore. Finora ne avrò fatti circa 70. Ognuno di essi dura 15 secondi. Lo adoro perché con questo social media posso mixare il mio gusto per l'abbigliamento, i colori, il ballo, faccio il pagliaccio e uso anche la musica che produco io per farli! E il fatto che su Instagram si riproducano ininterrottamente aggiunge un tono di “scenetta comica” che spesso provoca risate con un giusto tocco di ironia (come in Chaplin o Keaton). A volte pubblico anche dei miei disegni, quadri o fotografie che mi piacciono. Adoro mischiare colori il più possibile. Amo i colori. Adoro trovare l'equilibrio unendo insieme diversi colori, come la palette di un pittore, è la cosa che mi piace di più.


Cosa ami del tuo lavoro e cosa invece non sopporti?

Non ho mai avuto un vero e proprio lavoro. Non mi piace l'idea del lavoro. Può sembrare molto bizzarro e pretenzioso dire una cosa del genere ai giorni nostri ma ho deciso e organizzato la mia vita senza dover avere un lavoro. Faccio tutto semplicemente perché ho il desiderio di farlo, di creare. Non ho mai fatto vacanze in vita mia, mai (in effetti forse dovrei farne.. questo è quello che piacerebbe a mia figlia!). Lavoro costantemente e contemporaneamente sono in vacanza. Forse è una cosa un po’ strana ma questo è quello che mi si addice di più. Ho sempre delle cose che si muovono dentro di me: piani, idee e cose in movimento. Può volerci un anno per realizzarle come anche un giorno, dipende. Anche se a volte sembra che io non faccia quasi niente per settimane, vuol dire che probabilmente sto realizzando qualcosa. E a volte io stesso non ne sono cosciente. E' un processo strano. Mi ci sono voluti anni per abituarmici. E ancora oggi a volte è difficile farci i conti. Credo che sia una cosa che dura per tutta la vita, non finirà mai, ci lavoro sempre. E' come avvicinarsi sempre più a “économie de jouissance” come diremmo in francese. Continuerò a lavorare sul come voglio vivere la mia vita. E più vado avanti, più comprendo cosa è importante e cosa non lo è. Voglio sembrare meno sciocco, giorno dopo giorno. A volte capita che insorgano pensieri o dubbi, ma da quando sono bambino sono sempre stato guidato da un'energia e un desiderio interni. Ho sempre creato cose, la maggior parte per conto mio, parlando molto con me stesso, inventando storie, interpretando personaggi, realizzando diverse cose con oggetti che trovavo ovunque come abiti, spille, nastri, pezzi di tessuto e sembrando un mix tra un clown e un punk! Quando avevo 8 anni volevo essere Boy George!


Qual è il colore con cui ami vestirti in questa stagione? E di che colori si tingerà il tuo guardaroba in primavera?

Adoro il blu. In effetti mi sto rendendo conto di quanto ho amato indossare il blu in questi ultimi 6 mesi. Tutti i tipi di blu. Mi piace creare degli outfit “totalmente blu”. Blu camaieu, blu oca con un blu chiaro e navy blue con un tocco di royal blu! Trovo difficile indossare il verde per esempio. Forse un giorno sarò i grado di maneggiarlo. Mi piacciono molto anche strani mix di diversi colori. Come arancione, rosa e rosso per esempio. A volte li unisco e funziona bene. Il segreto è non esagerare. Deve venirmi con naturalezza, altrimenti vuol dire che sto sforzando troppo. Non dovrebbe essere così. Per i prossimi mesi credo che il rosa potrebbe essere una buona opzione. Un outfit totalmente rosa! Ma il multicolor è decisamente il mio colore preferito! I colori che indossiamo devono stare bene con il colore della nostra pelle. Non tutti i colori vanno bene con il colore della nostra pelle e questa è una cosa da tenere in considerazione. Non credo che i colori chiari si abbinino bene con il colore del mio viso o delle mie mani, per esempio. Mi fanno sembrare pallido e, dato che no un colore di pelle come le persone con i capelli rossi, non stanno bene su di me.


Dai un consiglio a chi vuole sperimentare la sua creatività su Instagram.


Non sono sicuro che qualcuno debba dare un consiglio! Tuttavia, per me Instagram è come qualsiasi altra cosa nella vita. E' semplicemente parte di essa. E' uno strumento, un “luogo”, e funziona esattamente come qualsiasi altra società o gruppo di persona. Quindi io direi, anche se potrebbe sembrare banale, di essere semplicemente se stessi. Ho appena finito di leggere un libro di Jeff Koons dove discute creativamente con Norman Rosenthal. E Rosenthal spiega a Koons come mai ha deciso di non essere un artista: perché egli pensa che al giorno d'oggi è troppo ansioso essere un artista in quanto ogni cosa è già stata creata e non sarebbe in grado di fare nulla di nuovo. E così Koons gli risponde che il segreto è: “fai solo ciò che vuoi fare VERAMENTE”. Fai ciò che TU sei perché c'è un solo TE e ovviamente ciò che sei non è mai stato fatto prima. Può sembrare banale ma se scavi verso questa direzione e lo mescoli con la letteratura, quella classica intendo, filosofia, e aggiungi ad esso una buona dose di psicoanalisi freudiana e lacaniana, allora potrai trovare il fulcro, ciò che ci rende unici e singolari, uno e uno soltanto. Al di fuori delle attività artistiche e della creatività, ogni persona dovrebbe cogliere l'opportunità e il rischio (perché ovviamente lo è) di fare questo viaggio che non finisce mai e consiste nel lavorare su se stessi, di avvicinarsi sempre più al fulcro e sentire quanto bello e forte è essere vivi e fare le cose che amiamo condividendole con gli altri. Sorridere e ridere! Condividere e ridere! E ballare! Com'è triste al giorno d'oggi vedere la maggior parte delle persone nei loro piccoli angoli che cercano di raggiungere una effimera fama! Questa è solo passeggera. Dovremmo condividere cose e ridere insieme: “Cheers”!

Alexandre Bellenger per DDmag – Paris – 1 Marzo 2016
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