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02 Dicembre 2015
Maria Cristina Barbon: opera e anima
A fare da sfondo al nostro incontro con Maria Cristina Barbon è stato un luogo da favola. Camminare per il castello di Marostica “mano nella mano” con le sue sculture è stato per noi più di una visita ad una mostra di una bravissima artista, è stata quasi un’esperienza per l’anima. Per questo, e per la nostra irrefrenabile curiosità, abbiamo voluto intervistarla per DDmag e farvi conoscere il suo lavoro, la sua carriera e forse un pezzettino di quella sua anima che vive nelle opere che ci hanno incantate.

Abbiamo avuto un "incontro ravvicinato" con le tue sculture e ci è venuta voglia di conoscerti meglio: come ti presenteresti a noi e ai nostri lettori?

Da bambina disegnavo e mi preparavo la carta pesta per fare le mie piccole sculture che poi dipingevo. Il mio interesse per l’arte ha determinato la scelta dei miei studi che sono stati fondamentali per il mio percorso artistico. Ho frequentato il Liceo Artistico e poi mi sono laureata in Architettura, ma il mio interesse per la scultura ha poi determinato la scelta di farne il mio lavoro. Sono convinta che artisti si nasce, non si diventa e così senza volerlo ti trovi a percorrere questo impervio cammino. Il lavoro di un artista - che sia immagine, suono o parola - racchiude in sé un patrimonio che si acquisisce attraverso la conoscenza, lo studio, la tecnica, la sperimentazione, che si uniscono al talento e raggiunge lo scopo quando diventa oggetto di esperienza di altri. Questo è ciò a cui aspiro con la mia scultura.


Architettura e scultura fanno rima solo a parole o anche nella realtà della tua carriera?

Architettura e scultura fanno parte delle arti visive plastiche, capaci di modellare superfici e volumi, di trattare le superfici, di regolare i rapporti tra pieni e vuoti. La mia scultura si compone di elementi che si susseguono in serie e, come l’architettura, si configura come un’arte spaziale, legata alla sensazione di occupare e vivere lo spazio. Figure che si susseguono dialogando tra loro, “muovendosi” nello spazio che occupano. Bambine che giocano con il gatto e che fanno la ruota, cortei che si incamminano per raggiungere la meta, altre bimbe vestite di ferro nel loro eloquente silenzio. Elementi che si sovrappongono reggendosi in un difficile equilibrio, sculture che, svuotate per poter avviarsi alla cottura, diventano involucri come edifici. Dentro cui vive l’anima delle mie creature. L’architettura è sempre presente nella mia scultura.


Abbiamo letto che di solito non lavori con una bozza, ma segui il tuo istinto creativo: ci fai l'esempio con l'ultima scultura che hai realizzato?

E’ vero, non eseguo mai bozzetti preliminari. Quando comincio una scultura la vedo già nella mia testa. Il mio ultimo lavoro è stato “L’Arca di Noè” , un corteo di animali e bambini pieno di simboli e metafore, dove l’arca è rappresentata da una giraffa. Per realizzarla mi sono aiutata con fotografie e filmati di questo splendido animale, studiando l’anatomia, le proporzioni, le espressioni ei movimenti, ma tutto finalizzato alla mia idea iniziale, allo scopo che voglio raggiungere. La mia visione deve diventare un’esperienza condivisa”. Come afferma Gao Xingjian, Premio Nobel per la Letteratura, “il linguaggio della creazione artistica è legato all’anima. Noi sentiamo in un’opera se quest’anima esiste e nell’osservatore spettatore questo provoca un eco. Se l’opera ha un’anima, riuscirà a trasmettere delle emozioni, a veicolare la propria anima a chi si troverà a contemplarla, godendo di una proprietà transitiva”.


Quanto tempo passa dall'ispirazione alle "mani in pasta"?

La mia ispirazione sta dentro il mio progetto. Ogni opera contiene il proprio messaggio e se si mettessero tutte le mie sculture in fila si leggerebbe il mio “racconto” perché ogni scultura è legata alla precedente e la successiva è la sua continuazione. Le mie sculture sono donne e bambini e animali e il privilegio di essere artista me li fa raccontare anche nei loro disagi, nelle problematiche sociali e ambientali. Un filo logico le unisce tutte ed è come se il mio lavoro continuasse sempre, legato a me, alla mia vita, alle cose in cui credo.


Hai altri hobby dove lasci libere le mani di creare? Oppure ti piace fare cose di tutt'altro genere?

Mi piace molto disegnare, utilizzare materiali di riciclo per fare le mie collane. Amo stare con i miei amici e con le mie figlie, mi piace moltissimo andare al cinema e camminare.

Un abbraccio sincero,
DD
 
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