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Lifestyle
28 Settembre 2015
the closet party
A Vicenza il vento di fine settembre ci fa già respirare un soffio di autunno e nel nostro guardaroba fanno capolino le prime sciarpe e i maglioncini. E a Miami come si vive il cambio di stagione? Ce lo racconta con stile ed ironia la nostra contributor Francesca di chicfb.com.

Il ritorno in ufficio o a scuola dopo un’estate calda fatta di sabbia, onde e cene sotto il pergolato è sempre stato difficile. Vivere in un posto dove è quasi sempre estate, dove non si capiscono le stagioni se non scrutando il cielo, il colore del sole nell’ora di picco, il colore della baia al sorgere del sole e i tramonti che diventano sempre più rosa non è che dia migliori risultati. Lo so che sembro ingrata, “prova a sopportare un novembre di piogge uggiose”, ma ci sono delle ragioni e dopo che ve le avrò spiegate capirete perché per renderlo paradisiaco bisogna prendere provvedimenti.

1. Che le temperature non scendano mai sotto i 15 gradi significa che l’inverno è un sogno e l’estate un inferno di caldo umido accessoriato dalla solita lista di potenziali uragani. Questa stagione solo uno per ora, ma c’è ancora tempo fino alla fine di novembre.

2. Basta pensare un momento: vedere le stesse cose nell’armadio per 12 mesi consecutivi e ci viene subito un certo soffocamento.

3. Tutte quelle sfilate e collezioni che ci siamo guardate sei mesi fa, ora sono nelle riviste, nei billboards e nei negozi. I colori, le forme, le silhouettes e uno dovrebbe o rimanere indietro o cedere all’acquisto compulsivo come se il mondo finisse domani.

4. In Italia si dice che non ci si veste di bianco prima di Pasqua (o la Domenica delle Palme?) invece negli US la storia è che il bianco è bandito dopo il giorno del lavoro, che cade il primo lunedì di settembre.

5. Lino e la mussola di cotone per esempio noi sappiamo che non si usano d’inverno, giuro che quando lo dico qua in queste latitudini mi guardano come se avessi 6 teste e continuano con “qui non c’è l’inverno”. Il resto ve lo immaginate.

Panorama confuso, per lo meno per un italiano, ma con quasi venti anni di Miami Beach sulle spalle, dopo tribolazioni, test e fallimenti, sono arrivata ad un compromesso che concilia la stagione corrente con il clima, le abitudini e i principi di slow-fashion .

IL CICLO DELLA VITA

Cambiare gli armadi, è inutile negarcelo, è una sofferenza a meno che non si trasformi in un “closet party” di quelli in cui quello di cui ti vuoi disfare è un tesoro trovato per un’amica. Tanto la casa è sottosopra, quale scusa migliore per non dover rimettere tutto a posto prima che gli ospiti arrivino, prosecco e qualche fico e ci si scrolla di dosso la prima selezione.

1. Che sia estate o inverno, che sia dal guardaroba che si ripone a quello che si tira fuori, si da’ via al repulisti. Questo primo passo rinforza amicizie, relazioni familiari, capi passati tra generazioni, fa spazio, libera energie.

2. La seconda fase di questa purga liberatoria è fare del proprio guardaroba una fonte di guadagno: portare i pezzi in buono stato e firmati in consignazione, al mercatino dell’usato o semplicemente venderli su Ebay.

3. Il terzo passo è donare quello che resta a qualche centro, associazione, scuola. Qui abbiamo I Salvation Army e il Goodwill dove vengono lavati e messi in vendita per pochi dollari a beneficio dei membri dei suddetti enti.

4. Risultato finale, quei capi risuscitati della soffitta, dal box, dal piano di sopra dell’armadio dopo circa sei mesi di letargo riprendono vita, un po’ come The Night at the Museum e ci danno una folata di fresco, messi tutti in fila uno per uno. Sono belli di nuovo e ci danno lo spunto per come modernizzarli con i nuovi acquisti.

Tutte queste belle cose con molti altri piccoli dettagli, fanno dello stile italiano di gestire il proprio guardaroba il vincitore su tutti i fronti: si fa del bene, si interagisce con la comunità, si ricicla, upcycle, si aprono le possibilità a nuovi utilizzi di una giacca che è stata sotterrata in un garment bag per troppo tempo, ci si inventa un nuovo guardaroba, si trovano i punti deboli e si provvede a coprirli con gli acquisti della stagione con la mente orientata ad investire invece che spendere senza criterio... Ditemi ora se non vedete l’ora di aprire quel prosecco.

Francesca
P.S. For the English version click here.
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