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Lifestyle
27 Luglio 2015
Miami Swimwear Show
Oggi la rubrica della nostra contributor Francesca compie un anno: la festeggiamo con un abbraccio che arriva fino a Miami, dove ha seguito per noi un evento di moda che ci porta dritte dritte alle spiagge bianche della Florida. Partiamo ancora una volta con lei e con il suo stile inconfondibile di raccontare il mondo! 

Questo mese compio un anno di collaborazione con DDMag e non ne potrei essere più fiera. Due padrone di casa ed una redazione che battono ogni record e vincono a colpi di disponibilità, grazia, gentilezza, amorevolezza e generosità. E un grazie anche a voi per leggere le mie storie strampalate e opinionated.

Prima delle vacanze vi voglio raccontare la mia ultima avventura di corrispondente per il Swimwear Show, l’unico evento di moda a Miami che mette in campo centinaia di linee di costumi da bagno e resortwear, una kermesse che vede bikini, parei e caftani sfilare per quattro giorni in suites, piscine e hotel di lusso sul lungomare di Miami Beach. Se ci pensate, un evento cosi poteva solo nascere a Miami: palme, sole, caldo, panama hats e la più sproporzionata offerta di pelle esposta contro lycra, ma alla fine tutto molto “so Miami”, cheeky e ammiccante. Francamente? Dopo una quattro giorni di chilometri di gambe e vitini di vespa, non mi resta che un regime di juice cleanse a vita.

Vi racconto in breve i miei preferiti, per la serie “de gustibus non est disputandum”.

Julian Chang ha fatto piazza pulita al Ritz Carlton, il who’s who delle socialites locali in prima fila per il loro stilista preferito: spacchi vertiginosi, quelli che non si capisce dove cominciano o dove finiscono, fiumi di paillettes scintillanti e glamour. Bikini da bacheca li chiamo, quelli da indossare in una piscina disegnata da Ted Lapidus e farsi servire champagne.
Dijana ha sfilato nel Bass Museum, una venue ambita per status e perché gli spettatori sono tutti in prima fila, lungo una rampa stretta e che si attorciglia intorno alle sale del museo come una lunghissima scala a chiocciola. Djiana ci ha portato in un mondo che raramente viene associato con la moda, quello spirituale. Il bamboo, il triangolo, simmetria, purezza, il fiore di loto sono tra i simboli che si ripetono nella collezione, a volte più grandi dei bikini stessi, ma mai volgari, sempre felici e femminili. Una boccata d’aria fresca.

Magda Gomes mi ha steso, una bellezza languida e disarmante, come una sirena. La lycra impercettibile, quella setosa che ti abbraccia con i dettagli di conchiglie d’argento, chiffon a iosa e quella stampa che la stessa designer ha disegnato, fili sottili di corallo, fiori un po magici da giardino incantato, su uno sfondo grigio perla, insomma come uno si immagina il regno di una ninfa che ha incontrato il suo Nettuno. Tanto per non sbagliarsi, la linea di gioielli include tiara, cuff e anello da principessa degli oceani, quindi per chi volesse andare in vacanza e tornare sposata, e’ tutto compreso.

F**K nome irriverente e molto unapologetic e, come me, pure italiana, ha sfilato in chiusura ed ho assistito, divertita, per diritto di cittadinanza! No scherzo, ci siamo fatti una sana chiacchierata cuore a cuore con il signor Giorgio (di cognome) proprietario della ditta che ha deciso di fare il salto oltre oceano, forte di una ventennale e solida presenza europea. “La marca si è fatta strada da sola senza nessun investimento in pubblicità, tanto alla fine è il consumatore finale che decide le buone o cattive sorti. Noi facciamo tanta ricerca, siamo all’avanguardia in tessuti e tendenze, ma le clienti sono quelle che ci premiano.” Ragazzi, in effetti, noi italiani non siamo facili, non ci lasciamo ammaliare dalle pagine patinate, chi scegliamo di indossare deve passare la prova del nove. La collezione, uomo e donna, non ha tralasciato nessun dettaglio ed ha dominato il pubblico: platea al completo intorno alla passarella sull’acqua della piscina/laguna dell’hotel Setai. Se avete sentito parlare di un uomo a mare era un fotografo che si e’ tirato, un po’ per l’umido asfissiante e un po per catturare le rouches, i colori, le stampe, i dettagli, le trasparenze.

La domenica al brunch siamo state richiamate allo shopping sociale: Sunday Soiree in piscina all’hotel SLS sul lungomare di Miami Beach. Quando fai acquisti per una giusta causa non ti senti in colpa, e fino qui fila liscio. Una percentuale del raccolto e’ andata a Style Saves un’associazione senza scopo di lucro che raccoglie fondi organizzando eventi relazionati con la moda e provvede indumenti a studenti non privilegiati. Alla fine, comprando un bikini di Mare Cheia, un paio di orecchini di Cavana Jewels e un Panama a tese larghe di Regina Chevallier, ho pure contribuito ad un paio di uniformi per la scuola di qualche bambino che va a scuola il prossimo agosto in qualche parte di Miami.

Francesca
www.chicfb.com

Buone vacanze carissima, ci rivediamo a settembre! E nel frattempo, occhi sempre aperti per scovare nuove chicche stilosissime...

DD
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