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Design
07 Ottobre 2015
EmmePi design: libertà, umiltà e incoscienza
Le nostre interviste prendono spesso spunto da viaggi virtuali: personaggi che scoviamo sul web, progetti di cui ci innamoriamo su Instagram e così via… Il post e l’intervista di oggi nascono da un viaggio vero che ha portato Luisa nella città di Pietrasanta e precisamente davanti lo studio – showroom di EmmePi Design, il laboratorio di progettazione e design di Alessandro Moro (emme) e Tiziana Piccinini (pi), architetti.

emme e pi: chi siete e come definite il vostro lavoro?

"emme" e "pi" sono le iniziali dei nostri cognomi. La parola "EmmePi" risale ai tempi dell'università. È stato il nome che abbiamo scelto di dare al gruppo che avevamo fatto insieme per un esame; per cui, al momento di decidere come chiamare la nostra nuova attività, abbiamo deciso di riprenderlo per continuare un lavoro che in qualche modo avevamo già iniziato insieme. Il nostro lavoro è un piacere, una passione, un divertimento, per lo meno cerchiamo di fare in modo che continui ad essere così nonostante molti sacrifici e difficoltà. Abbiamo affrontato la professione con un altro spirito rispetto al passato: spaziamo da progettare esterni, interni, oggetti, allestiamo i nostri spazi e affrontiamo la vita di tutti i giorni nel commercio che ci serve per capire come le persone rispondono alle nostre proposte. È bellissimo vedere come una modifica dentro il negozio fa scaturire risposte diverse. Per noi lo shop è un vero e proprio laboratorio dove sperimentare qualsiasi cosa... e questo ci sta facendo crescere. Realizziamo un prototipo, lo mettiamo in vetrina e vediamo le reazioni alla novità. l nostro desiderio è di costruirlo piano-piano, di migliorarlo e ingrandirlo sempre di più con molta pazienza e umiltà.


Pietrasanta e EmmePi: un capolavoro nel capolavoro. Perché avete scelto di stabilirvi in questa città e cosa vi offre di unico?

Pietrasanta è una città d'arte importante, ricca di storia e di esperienza artistica. Crediamo sia una città stimolante che ci possa permettere di vedere cose nuove e imparare. Si fanno incontri molto belli con persone interessate all'arte e non, che raggiungono la cittadina da ogni parte del mondo. Noi li ascoltiamo, ci confrontiamo e cresciamo. Riteniamo sia bello relazionarsi con loro per poter scambiare tanto e quindi imparare nuovi punti di vista che ci possono essere utili nel nostro lavoro. E poi abitiamo a poca distanza!


Il marmo, così antico e così moderno: cosa vi piace di questo materiale e quale maestro nella lavorazione del marmo continua a ispirare il vostro lavoro?

Il nostro "rapporto" con il marmo è iniziato dopo che abbiamo aperto la nostra attività. Ci sembrava giusto valorizzare un bene locale, che caratterizza non solo Pietrasanta, ma tutta la zona, e l'unico modo per farlo era quello di sceglierlo come materiale principale dei nostri progetti di design. Abbiamo cominciato a disegnare delle cose e abbiamo capito che era un materiale tutt'altro che facile da lavorare. È un materiale fragile con il quale non sempre si possono fare "certe forme", se non con macchine e computer. Per noi la cosa importante è quella di associare sempre la semplicità della forma, la linearità e la possibilità della sua realizzazione a mano. Infatti noi cerchiamo di fare in modo che i nostri prodotti siano sempre il frutto del lavoro manuale che è proprio tipico della città di Pietrasanta. Esistevano, tempo fa, molti laboratori, distribuiti nel centro che adesso hanno lasciato spazio ad altre attività, andando un po' a diminuire, per cui ci piaceva sostenere ancora questa antica tradizione. 
Il nostro maestro in assoluto, nonché il nostro mentore, consigliere, sostenitore, secondo babbo è lo scultore Claudio Palla dello storico laboratorio Palla di Pietrasanta. La sua esperienza (che deriva da generazioni) è alla base del nostro lavoro. Ed egli, diciamo la verità, si diverte a sperimentare con noi nuove possibilità di proporre il marmo.


Quanto sono vicine le mani che disegnano un progetto e quelle che lo realizzano? E cosa insegnano una all'altra?

Il rapporto fra chi disegna e chi realizza è molto stretto, anzi è proprio fuso insieme, perché sempre chi disegna impara da chi realizza e viceversa. A noi viene in mente un'idea e se ne parla con gli artigiani che ci aiutano a trovare il modo di realizzarla o la modificano oppure la bocciano subito perché infattibile! A questo punto diventa divertente provare a forzare la mano per raggiungere un "compromesso" che dà il valore aggiunto all'oggetto. In questi momenti si crea un'atmosfera divertente in laboratorio ed è bello… aiuta!


Salutateci con tre parole che secondo voi devono trovare spazio nel futuro della creatività in Italia.

Libertà, Umiltà e Incoscienza
Libertà di poter fare, provare e sperimentare senza limitazioni di alcun tipo.
Umiltà da avere sempre per accettare le critiche e i consigli e trasformarli in opportunità di miglioramento e per aiutarti ad andare avanti.
Incoscienza che serve per fare, per osare. Se uno pensa troppo sulle cose poi rischia di non farle mai.


Senza queste tre parole guida probabilmente questi ragazzi non avrebbero raggiunto i bellissimi traguardi e riconoscimenti di oggi, tra cui il successo della loro collezione in marmo "MP make product" di prodotti realizzati a mano a Pietrasanta e distribuiti in tutta Europa. 
Continuate così, noi vi seguiremo!

DD
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