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02 Marzo 2016
DDmag intervista: Giovanna Zucconi
Qualche mese fa abbiamo incontrato Giovanna Zucconi, giornalista, scrittrice del libro “La sua voce è profumo - Passeggiata letteraria tra aromi, odori, fragranze”, e imprenditrice dell’azienda di profumi Serra&Fonseca, presentati in esclusiva a Vicenza dalla profumeria Chemello. Conoscerla è stato un grande piacere e un’occasione per stringere una promessa: quella di poterla intervistare per DDmag e farle tutte le domande che il suo libro ci ha ispirato. La promessa è stata mantenuta e l’intervista che pubblichiamo oggi è un piccolo gioiello in dono per voi lettrici e lettori.

Vorremmo cominciare questa intervista tornando alle origini dell'olfatto. È il senso che più ci accomuna agli altri esseri viventi, eppure non lo sfruttiamo appieno: come possiamo allenarci nella vita quotidiana a percepire, e poi a descrivere, gli odori e i profumi attorno a noi?

L’olfatto è un senso arcaico e potente. È verissimo che non lo sfruttiamo appieno: anche per motivi culturali. Nei secoli, dai grandi filosofi greci in poi, è stato disprezzato e represso, perché è un senso “animale”, legato più all’eros, alle emozioni e alle pulsioni che alla razionalità. L’essere umano ha capacità olfattive inferiori ad altri esseri viventi, però è l’unico animale in grado di combinare sostanze odorose per creare un profumo. L’unico, cioè, capace di usare consapevolmente questo senso potentissimo come strumento non soltanto di percezione del mondo, ma anche di espressione e di creatività. Di racconto.
Ora che come mai prima siamo soffocati da un eccesso di immagini e di parole, accade che la potenza evocativa degli odori venga riscoperta. Mai l’umanità ha creato tanti odori, aromi e profumi, e se ne è circondata così tanto. Come allenarci a percepirli? È, come sempre, questione di cultura. Tutti sappiamo distinguere Botticelli da Picasso, o Mozart da Jovanotti, non altrettanto accade per le creazioni olfattive. Si tratta, appunto, di allenarsi, di affinare la percezione. Descrivere odori e profumi, poi, non è facile. Gli scrittori, e soprattutto i poeti, spesso hanno trovato le parole per esprimere il più ineffabile dei sensi.


C'è un autore che più di altri è riuscito ad evocare con le parole la sostanza effimera di un profumo, fin quasi a farglielo annusare?

Gli autori capaci di evocare un profumo, e di esplorare la complessità dei suoi significati, sono tanti e anche inattesi: da Proust a Hermann Hesse, o da Giovanni Pascoli a Camilleri. Shakespeare, Süskind, Colette… Dovendo sceglierne uno soltanto, direi forse Baudelaire, per come ha viaggiato nelle “corrispondenze” fra i vari sensi: visioni, profumi, memoria…


Se Giovanna fosse un profumo (o una cosa che ha un buon profumo), cosa sarebbe e perché?

Risposta difficile. Verrebbe da cercare nell’infanzia, e allora (infanzia nomade) dovrei direi l’odore trasparente della neve e quello della sabbia africana arroventata; oppure, più semplicemente, l’odore di carta dei vecchi libri e quello allegro del mio campo di lavanda.


Il suo ultimo libro è una "passeggiata letteraria", ma se dovesse immaginare una vera camminata parlando di profumo con uno degli autori da lei raccolti, chi sceglierebbe e soprattutto dove andreste insieme?

Andrei nella Roma antica, con Plinio o con Marziale. Poi credo che sarei felicissima di ritornarmene qui, l’ambiente olfattivo di allora dev’essere stato quasi intollerabile per un naso di oggi, non abituato a quella quantità e intensità di odori.


Grazie a Serra&Fonseca ha cambiato vita e realizzato un sogno latente. Ora noi le chiediamo: è più difficile descrivere un profumo con le parole o creare un profumo che racchiuda una storia?

Io non so fare né l’una né l’altra cosa! Non sono un poeta, e non sono neppure un “naso”. Per me le due difficoltà quindi si equivalgono. Però ho la fortuna di sperimentare anche i due piaceri: quello di leggere i grandi scrittori, e quello di lavorare con alcuni straordinari creatori di fragranze. È tramite loro, gli scrittori e i profumieri, che racconto storie anche mie.

L’intervista è (già) finita: la rileggiamo insieme una volta ancora?

Grazie Giovanna per aver lasciato una scia del tuo profumo anche al nostro magazine.

DD
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