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Lifestyle
02 Aprile 2014
DDmag incontra: Simona Bertolotto
Instagram è una delle nostre più grandi passioni: qui condividiamo le cose che amiamo, "catturate" dal nostro particolare punto di vista, ma allo stesso tempo questo social ci permette di scoprire tantissimi altri sguardi sul mondo. Uno dei più originali è senza dubbio quello di Simona Bertolotto che proprio grazie ad Instagram nasce come artista nel 2011. Le sue fotografie, elaborate e trasformate mediante molteplici applicazioni, dal telefonino portano ad immagini oniriche di visi femminili che hanno incantato anche Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia. Ci siamo innamorate delle sue composizioni e non vediamo l'ora di farvela conoscere in questa intervista, ricca di ispirazioni e di magia.

Quando scatti, hai già in mente come modificherai la foto o il processo creativo è sempre in divenire?

I miei scatti sono giornalieri verso tutto quello che mi colpisce e che mi emoziona. Da un piatto al ristorante ad un fiore in un vaso. La composizione dell'immagine avviene in modo istintivo senza un ragionamento preciso. Solo successivamente ne interpreto una lettura che molto spesso rispecchia lo stato d'animo del momento.


Perché ritrai principalmente donne?


La donna è oggetto ossessivo del mio lavoro. Amo la sensualità, l'eleganza e la classe che solo un volto o un corpo femminile trasmettono.


Un viso celebre contemporaneo o del passato che vorresti catturare per una delle tue immagini:

Sicuramente i volti del passato sono quelli che più mi attraggono a prescindere dalla fama. Oggi faccio molta fatica a ritrovare quella femminilità mai aggressiva nelle donne contemporanee.


Il tuo simbolo preferito?

Il valore della libertà se inteso come simbolo è quello che maggiormente associo alla donna. Molto spesso uso fiori, farfalle, uccelli e gabbie a rappresentarlo. Tutto urla indipendenza sia mentale che fisica e perché no anche economica. La donna al centro di se stessa.


Ami usare uno stile un po' retro': a che epoca ti ispiri maggiormente e in quale ti piacerebbe aver vissuto? 

Le donne che amo sono quelle di inizio secolo fino a gli anni '50. Per assurdo erano donne poco libere molto spesso soggiogate alla volontà maschile ma donne molto dignitose eleganti. Sguardi magari sottomessi ma di grande fascino ed eleganza.  Avrei amato vivere in quel periodo ma lottando, sicuramente, per rompere le regole. 


Vi invitiamo a leggere la sua storia e a sfogliare tutti i suoi lavori nel bellissimo sito simonabertolotto.it, ma soprattutto iniziate a seguirla sul suo profilo Instagram. Chissà in quale altro sogno vi porterà...

DD

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