EN
IT
Lifestyle
06 Maggio 2013
Shop for me
Non è un e-commerce, non è un blog fashion, ma allora "Shop for me", cos'è? Ce lo racconta Barbara in quest'intervista:

"Shop for me" inzia con...?

Sono da sempre appassionata di moda, in particolar modo mi piacciono i prodotti di alta qualità, magari di nicchia, ma che rimangono nel tempo. Per acquistare capi con queste caratteristiche, facevo lunghi viaggi oppure mandavo amici e parenti a fare lunghe code per me a Milano o in altre città. Poi mi è venuta un'idea, o meglio un sogno: perché non fare incontrare domanda e offerta grazie al web? 


Chi si rivolge a te e al tuo sito?

Chiunque può diventare personal shopper, basta registrarsi nel sito. Chi cerca e chi offre si trovano on line, vengono commissionati gli acquisti e magari c'è il tempo per qualche consiglio di stile. E' quindi anche un modo per fare rete, per incontrare le persone accomunate da gusti simili, per accorciare le distanze ed avere consigli a misura delle proprie esigenze.


Cosa preferisci consigliare agli utenti?

Da brava napoletana, adoro le eccellenze artigianali del mio territorio, basti pensare alle botteghe di Positano e Capri. Una grande passione sono le collezioni limitate delle grandi case di moda o di cosmesi, che per un breve periodo di tempo immettono nel mercato veri e propri capolavori da collezione.

www.shopforme.it

DD
Ti potrebbero interessare anche...
Design
Design
Bentornati amici sul nostro magazine, l'estate ha portato grandi novità che vi racconterò presto... ma ora voglio condividere con progetto di flower design che mi sta ispirando e che credo lascerà anche voi senza parole: FLOWER HUNTER.Flower Hunter è il mondo...
Lifestyle
Lifestyle
Oggi pubblico in anteprima un articolo di un mio amico gallerista in uscita nella rivista ARTE IN. Si chiama Eriberto Bettini e di recente è stato a Cuba per l'undicesima edizione della Biennale all'Havana.  buon inizio di settimana a tutti! DD
Lifestyle
Lifestyle
Schiscetta: termine milanese, nato negli anni ‘60 quando tute blu e impiegati mangiavano sul posto di lavoro portandosi “qualcosa” da casa. Mettevano tutto in un contenitore di metallo, spesso “schiacciando” in strati il risotto giallo e la classica cotoletta o...